Tecniche osteopatiche: i thrust, le tecniche fanno “scrocchiare”

I thrust sono quelle tecniche tanto care a osteopati, fisioterapisti o chiropratici, che fanno emettere il sonoro “croc” alle vostre articolazioni. Sono tecniche usate principalmente per trattare disfunzioni muscolo-scheletriche, soprattutto della colonna vertebrale. Il nome tecnico è HVLA (High Velocity Low Amplitude), che sta proprio ad indicare l’alta velocità di queste manovre unita alla ridotta ampiezza di movimento che compie l’articolazione. L’alta velocità rende queste tecniche efficaci, la ridotta ampiezza di movimento le rende sicure.

Vecchie teorie sul funzionamento dei thrust

In passato, le tecniche HVLA venivano utilizzate dai professionisti per aggiustare un’articolazione o raddrizzare la colonna. Oggi sappiamo che non funziona proprio così: nessun osteopata, fisioterapista o chiropratico, può in alcun modo modificare la posizione delle vostre ossa con una tecnica.
Bisogna innanzitutto convincersi che l’asimmetria nel nostro corpo, ovvero il non essere perfettamente dritti e non avere la perfetta postura, è una condizione fisiologica e assolutamente sanissima, che di certo non può essere modificata con un thrust.
Ma allora perché si eseguiono HVLA e, soprattutto, perché sono efficaci nella riduzione del dolore?

Perché i thrust sono efficaci nella riduzione del dolore?

Le HVLA, attraverso la stimolazione meccanica dei tessuti manipolati, attivano dei meccanismi nervosi fisiologici. Questi meccanismi inviano informazioni dirette al Sistema Nervoso Centrale (SNC – midollo spinale e cervello) dove poi verranno rielaborate. La forza meccanica applicata dalla tecnica stimola i meccanorecettori e le fibre nocicettive afferenti (quelle che percepiscono il dolore all’interno dei nostri tessuti). Questi stimoli generano quindi processi di regolazione del dolore ed altri sistemi fisiologici.
Come avviene questa variazione e riorganizzazione dei segnali di dolore?

  1. Le HVLA agiscono sul motoneurone

    Il ciclo dolore-spasmo muscolare-dolore è causato da una eccessiva stimolazione riflessa dei tessuti muscolari mediata dai motoneuroni. I motoneuroni sono quei nervi che portano le informazioni dal SNC al muscolo affinchè si possa contrarre. La stimolazione eccessiva del motoneurone porta alla contrazione eccessiva del muscolo. La letteratura dimostra che le HVLA agiscono sul motoneurone riducendo quindi l’attività muscolare riflessa, la quale è responsabile dello spasmo che causa e mantiene il dolore.

  2. Effetti ipoalgesici delle HVLA

    Ipoalgesia significa riduzione del dolore. L’esecuzione di un thrust coinvolge le vie nervose di comunicazione tra il cervello e il resto del corpo. Ogni volta che viene eseguita una HVLA, il cervello stimola la produzione di sostanze ipoalgesiche (noradrenalina e serotonina) con la conseguente riduzione del dolore.

  3. Tecniche HVLA e SNA (sistema nervoso autonomo)

    Le tecniche HVLA sono in grado di stimolare il SNA (sistema nervoso autonomo: ortosimpatico e parasimpatico) che regola tutte le attività del nostro corpo che non sono volontarie (battito cardiaco, respirazione, attività dei visceri…).Un thrust coinvolge alcune aree del cervello che stimolano il rilascio di catecolamine, sostanze deputate al controllo dell’infiammazione acuta e cronica. Queste sostanze sono un importante collegamento tra il sistema nervoso e il sistema immunitario.

i professionisti, quindi, non usano le tecniche HVLA per spostare vertebre o sbloccare articolazioni. Come abbiamo visto, il funzionamento fisiologico di queste tecniche è ben più complesso. Coinvolge il sistema nervoso e la produzione di sostanze che riducono il dolore.