Dolore cronico - Osteopata Sara Gallo

Perché il dolore è soggettivo

Il dolore è nella tua testa! Questa frase è assolutamente vera ma, attenzione, non significa che il dolore è un’invenzione!

Io ho una soglia del dolore molto alta
Non urlare per un piccolo taglietto, che esagerato!
Ho già avuto questo problema… Come mai questa volta mi fa così male?

Ogni persona vive il dolore in maniera differente. Forse tu sopporti senza problemi ciò che qualcun altro reputa una sensazione intollerabile. Tu stesso, vivi il dolore oggi diversamente da come lo hai vissuto ieri.

Tralascerò in questo articolo eventuali motivazioni legate a come siamo siamo stati cresciuti ed educati a percepire e manifestare il dolore. Questo aspetto è così interessante che merita un approfondimento tutto per sé nell’articolo …

Qui mi soffermerò sulle basi fisiologiche della percezione del dolore. Perché cambia nel nostro corpo la sensibilità al dolore in base all’umore o in base al giorno? Perché la tua sensibilità al dolore è diversa da quella di un’altra persona?
Il dolore è un processo neurologico complesso che coinvolge l’intero sistema nervoso, e capire come funziona può davvero cambiare il modo in cui lo viviamo e lo gestiamo.

Come nasce il dolore

Ogni volta che il corpo avverte qualcosa di potenzialmente dannoso (per esempio, ti tagli mentre cucini) dei recettori specifici chiamati “nocicettori” inviano segnali elettrici che risalgono lungo il sistema nervoso fino al cervello. La cosa davvero interessante è che questi nocicettori non trasportano il segnale “dolore”: trasportano un impulso elettrico, una sorta di codice, che va però interpretato dal Sistema nervoso centrale.

Arrivato al cervello, questo segnale passa attraverso il talamo, una struttura che funziona come una centralina di smistamento delle informazioni. Da lì, i vari impulsi vengono distribuiti a diverse aree cerebrali, ognuna delle quali contribuisce a costruire l’esperienza finale che noi chiamiamo dolore.

Il ruolo delle emozioni

Una delle aree del cervello coinvolte nell’interpretazione del segnale doloroso è l’amigdala. L’amigdala è responsabile dell’elaborazione della risposta emotiva agli stimoli. Questo significa che il cervello non interpreta il segnale doloroso in modo neutro, anzi è sempre influenzato dal contesto emotivo in cui si trova in quel momento.

Se sei stressato, ansioso o spaventato, l’amigdala può amplificare la sensazione dolorosa. Al contrario, uno stato emotivo positivo o un senso di sicurezza può ridurre significativamente la percezione del dolore. Ecco perché lo stesso stimolo fisico può essere vissuto in modo completamente diverso da persona a persona, o dalla stessa persona in momenti diversi della sua vita.

Perché questo è importante

Comprendere questa complessità ha implicazioni concrete, sia per chi soffre per un dolore sia per i professionisti che lo trattano.

Sapere che la propria esperienza è reale, anche quando non si trova una causa strutturale evidente, è già di per sé importante. Il dolore non è “nella testa” nel senso sminuente del termine. Il dolore è nel sistema nervoso ed è influenzato da tutto ciò che sei e vivi.

Per chi lavora con il dolore, come me che sono osteopata, questo significa che cercare di standardizzare o confrontare il dolore tra pazienti diversi è non solo inutile, ma anche sbagliato. Ogni persona porta con sé una storia, un sistema nervoso, delle emozioni: l’esperienza che racconta è inevitabilmente soggettiva e come tale va accolta e trattata.

Se hai dubbi e vuoi capirne di più sul tuo dolore, contattami e fissa un appuntamento nello studio di osteopatia in provincia di Bergamo

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Sara Gallo riceve nel suo studio di Bonate Sotto (BG) e presso altra sede a Iseo.

Sara Gallo

Laureata in Scienze Motorie, Sport e Salute (Università Statale di Milano, 2013), diplomata in Osteopatia presso l'Istituto TCIO di Milano (2019) e specializzata in Osteopatia Biodinamica e Osteopatia Psicosomatica. Iscritta al ROI, Registro degli Osteopati d'Italia (n. tessera 5423). Nel 2024 ha conseguito il diploma di Counseling a indirizzo relazionale presso l'Istituto Maithuna.

Articolo aggiornato il 13 Aprile 2026

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