Tecniche osteopatiche: l’osteopatia viscerale

Con trattamento viscerale ci si riferisce a quelle specifiche tecniche osteopatiche mirano a migliorare mobilità e funzione degli organi interni. Queste tecniche, che già avrebbero senso anche solo per migliorare la funzionalità di tutti i nostri organi, hanno l’obiettivo di risolvere problematiche strutturali (dolori articolari o muscolari) derivanti da problemi viscerali. Ormai sono scientificamente riconosciuti gli effetti delle mobilizzazioni viscerali con lo scopo di intervenire su dolori somato-articolari. Spesso una patologia o una condizione di dolore cronico ha origini molto complesse e l’approccio viscerale potrebbe contribuire a portare benefici.

Il trattamento viscerale osteopatico ha davvero effetti sul dolore articolare?

L’approccio viscerale funziona perchè le tecniche intervengono sui riflessi viscero-somatici. Se un viscere non funziona correttamente oppure ha una scarsa mobilità, trasmetterà al midollo spinale, mediante riflesso, delle informazioni nervose alterate. Il midollo, a sua volta, trasmetterà queste informazioni alterate a muscoli e tessuti circostanti. Ciò accade perché l’origine dell’innervazione dei visceri e della componente articolare è condivisa nel midollo spinale.

Questo significa avere muscoli doloranti in spasmo, dolore dei tessuti circostanti, dolore articolare e difficoltà nel movimento articolare. Inoltre, per sopperire alla dolore, spesso si assumono posture antalgiche, ovvero posizioni del corpo in cui il dolore si fa sentire meno, con conseguenti adattamenti posturali. Con il trattamento di un viscere si ha modo di modificare gli input derivanti dagli organi interni e diretti al midollo spinale. Il risultato è quindi la riduzione delle adesioni fasciali tra i visceri e l’aumento di mobilità viscerale.

I miglioramenti muscolo-articolari che si possono osservare sono:

  • ipoalgesia (riduzione del dolore) viscerale e somato-articolare,
  • rilassamento muscolare,
  • miglioramento della mobilità articolare,
  • miglioramento della circolazione linfatica e sanguigna,
  • miglioramento della postura

In quali casi il trattamento viscerale può essere d’aiuto?

Le disfunzioni viscerali sono coinvolte in problematiche muscolo-articolari più spesso di quanto si pensi. Ad esempio, il mal di schiena (lombalgia) aspecifico, ovvero che non è causato da traumi o evidenti problemi articolari, è molte volte causato da irritazioni intestinali oppure colon irritabile. Poche volte i problemi intestinali sono l’unica causa, ma davvero spesso contribuisco all’insorgenza e al peggioramento del problema.

Un altro esempio diffuso è la relazione tra disturbi gastrici, reflusso gastro-esofageo o ernia iatale, e tensione cervicale. Irritazioni costanti del tratto gastrico possono provocare a livello articolare, a causa della loro innervazione, diversi dolori: tensioni mandibolari, cefalee, dolori toracici a coste e sterno, dolori dorsali tra le scapole, tensione e dolori a collo e spalle, cervicalgie. La relazione è valida ovviamente anche al contrario: una forte irritazione cervicale può diventare un problema per lo stomaco.

Ecco perchè se la persona cambia tipo di alimentazione, si rivolge ad un medico e unisce tutto questo a manipolazioni viscerali mirate, si possono improvvisamente migliorare o addirittura far sparire i dolori muscolari e articolari. Ogni caso è differente e non tutti i problemi muscolo-articolari hanno origine viscerale. Un professionista saprà individuare l’origine del problema e consigliare una modalità di intervento adeguata per ciascuno.

Trattamento manipolativo e medicina tradizionale

Ci tengo a sottolineare che il trattamento manipolativo osteopatico non sostituisce in alcun modo la terapia medica, la quale ha l’obiettivo di curare le patologie viscerali, cosa che nessuna manipolazione può fare. Tuttavia, sono scientificamente dimostrati miglioramenti della qualità della vita in seguito a trattamento manipolativo osteopatico viscerale. Soprattutto si evidenzia una maggiore efficacia e una riduzione dei tempi di recupero nelle persone che abbinano l’osteopatia alla terapia medica standard.