L’osteopatia nel processo di cura dell’emicrania

Emicrania: sintomi e terapia tradizionale

L’emicrania è una patologia neurologica cronica caratterizzata da cefalee ricorrenti. E’ uno dei tanti tipi di mal di testa, generalmente monolaterale, di tipo pulsatile, con una durata da 2 a 72 ore e aggravato dallo svolgere attività fisiche. Nei casi di emicrania spesso si associano una serie di sintomi neurovegetativi come nausea, disturbi visivi, ipersensibiità alla luce o ai suoni.
E’ una delle più diffuse patologie neurologiche in Europa che colpisce maggiormente il sesso femminile e influisce notevolmente sulla qualità della vita e del lavoro.

Le persone che soffrono di emicrania sanno bene che rivolgersi al medico spesso non basta per inquadrare il problema. La terapia base prevede la somministrazione di antinfiammatori non steroidei (FANS) che, utili per limitare i sintomi acuti della cefalea, di certo non risolvono definitivamente il problema. Bisogna inoltre considerare le controindicazioni legate alla somministrazione di FANS. Per gli effetti collaterali soprattutto a livello gastrico, questi farmaci sono adatti solo in caso di episodi emicranici sporadici.

L’approccio osteopatico all’emicrania

Come sempre l’osteopatia affronta la patologia con il solito approccio volto a cercare la causa del problema ed intervenire alla base anzichè al sintomo.
L’emicrania è una patologia ad origine multifattoriale, che porta ad avere ipersensibilità a livello dell’innervazione dolorifica del cranio. Trattare tutti i tessuti del cranio contenenti nocicettori (membrane e vasi sanguigni…) e i nervi cranici è alla base di un trattamento osteopatico per l’emicrania.
Attraverso la manipolazione di queste strutture, l’osteopata riporta l’equilibrio all’attività del sistema nervoso e riducendo così la produzione di sostanze infiammatorie nell’organismo.

Il passo successivo è inquadrare e poi trattare ciò che sta alla base dell’ipersensibilizzazione nervosa. Non bisogna trascurare di indagare le problematiche legate all’afflusso arterioso o al deflusso venoso cranico, per cui potrebbero essere necessarie tecniche volte alla liberazione di quei blocchi che riducono l’afflusso arterioso oppure tecniche di drenaggio dei seni venosi cranici.

L’osteopata si assicura anche che ci sia una corretta mobilità alla base cranica e alle prime vertebre cervicali perché ne deriva un corretto afflusso e deflusso sanguigno cranico, di cui si è detto prima, e permette la corretta innervazione di tutte le strutture. Infine l’osteopata relaziona le strutture craniche a quelle extracraniche (anche le strutture più lontane… è questo il bello dell’osteopatia!) da cui potrebbero avere origine altri schemi di perturbazione dell’organismo.

Perché aggiungere l’osteopatia al protocollo di trattamento

Rispetto alla sola terapia medica tradizionale, nei soggetti che si rivolgono anche all’osteopata si riscontra una diminuzione della frequenza degli attacchi e un aumento dei giorni senza cefalea. Sottoporsi a trattamenti manipolativi osteopatici regolari permette ai pazienti di ridurre l’utilizzo di farmaci in associazione ad una diminuzione dell’intensità del dolore.
La conseguenza è il miglioramento della qualità della vita ed un maggior benessere psico-fisico.